Cosa è l’alchimia

Introduzione generale e differenza fra l’alchimia operativa e quella spirituale
LEZIONE 1
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Gli alchimisti di tutte le epoche epiche, i taoisti, i toltechi, i persiani facevano esperimenti, passavano le giornate in laboratorio a produrre reazioni ed ad osservare come la materia funzionava. Il laboratorio è un luogo dove si fa esperienza di tutta una serie di cose.

L’alchimista antico cercava di ottenere 2 cose fondamentali, la capacità di trasmutare il vile in prezioso e di ottenere la vita eterna, ossia un preciso tipo di hacking biologico per mezzo del quale si poteva allungare gli anni di vita, cosi da permettere all’anima un periodo più ampio per perfezionarsi.

La pratica alchemica non era spesso separata dalla pratica iniziatica di raffinamento spirituale e il laboratorio divenne l’officina per osservare accadimenti esteriori e comprende come innescarli a livello interiore. Gli alchimisti facevano largo uso del linguaggio analogico, un tipo di linguaggio basato sulle analogie e corrispondenze, sulle metafore e sulle parabole, sulle similitudini e relazioni fra cose spesso molto lontane fra loro e inconiugabili per una persona dalla mente troppo razionale. Il laboratorio era ed è ancora tutt’oggi un luogo dal quale e per mezzo del quale si possono costruire analogie e corrispondenze fra quello che accade durante le reazioni e quello che accade dentro di noi.

Noi siamo esseri che reagiscono, reagiscono alle offese, alla luce del sole, ad un abbraccio, ad uno sguardo, esattamente come la materia reagisce quando combinata opportunamente con altri tipi di materia, il solo scaldare una sostanza causa delle reazioni, per mezzo di tutte queste osservazioni venne alla luce il linguaggio segreto degli alchimisti per coordinare il lavoro spirituale necessario a produrre la pietra filosofale.

In questo corso vi aiuterò a prendere dimestichezza con questo linguaggio.

Lo scopo trasversale tutta l’alchimia è produrre un tipo specifico di iridescenza nei riflessi colorati dell’aura, il campo energetico elettrico e magnetico dell’essere umano, sede dell’inconscio, che dopo tante operazioni di trasmutazione, riesce stabilmente a percepire la gloria, la sua connessione con l’astratto è perenne, ha raggiunto il massimo del potere magico per un uomo e la saggezza necessaria per amministrarlo con umiltà, l’individuo diventa una manifestazione vivente del potere che crea tutte le cose, non è più un individuo che si sente mancante di qualcosa, non è più un semplice uomo, è qualcosa di diverso.

Quando un uomo cosi lascia il corpo, la sua coscienza non si rabbuia, lui c’è, ma dentro di lui è come se non ci fosse più nessuno, solo un’anima pienamente cosciente.

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