Cosa serve per fare magie

Una piccola guida per orientarsi nel mondo della magia.
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on pinterest
Share on whatsapp
Share on email

La magia altro non è che la pratica abbinata al coordinamento e all’esercizio di una certa intenzionalità, volta a far capitare qualcosa.

In questo articolo desidero sezionare gli elementi di base che hanno accompagnato la pratica magica nella storia rendendo evidenti alcuni aspetti fondamentali, nel tentativo di farvela vedere quasi da un punto di vista scientifico.

Esistono due tipi di magia:

  • Far accadere cose
  • Trasformare se stessi

La prima prevede l’utilizzo di ricette, rituali, sotterfugi per riuscire a far accadere una certa cosa che vogliamo che accada, questa è considerata bassa magia, cioè una magica che si occupa di ciò che sta in basso, la realtà fisica. La seconda si occupa di coordinare una trasformazione totale dell’essere umano, delle qualità della sua personalità e quindi anche del potere a disposizione, mediante l’interazione con le forze magiche dell’universo.

Cosa serve per fare magia:

Ci sono alcuni elementi fondamentali che troviamo in qualsiasi ricetta, incantesimo e quant’altro che vengono usati per facilitare il raggiungimento di uno scopo magicamente.

  • Visualizzazione
  • Pensiero analogico, simbolico, immaginale (e quindi simboli per metterlo in moto)
  • Silenzio
  • Potere
  • Parole
  • Geometria
  • Teatro

La Visualizzazione

Il mago si occupa di vedere interamente quello che intende che si manifesti, per saper fare buona e potenti magie, si addestra una vita nella sue capacità di  visione astrale, quando noi guardiamo un evento futuro immaginandolo, vivendolo come se stesso accadendo, stiamo influenzando il campo che governa il precipitare di tutti gli eventi e qual ora non ci siano particolari influenze di resistenza al manifestarsi di ciò che desideriamo, ciò che vogliamo accada, accadrà.

Il Pensiero analogico

Il pensiero analogico chiama a raccolta energie simboliche archetipali che contribuiscono con le loro nature al processo, alla semplice visualizzazione, alla cerimonia, al rituale. Il campo con cui il mago vuole interagire affinché i suoi comandi vengano assorbiti nel campo stesso, non capisce le parole, capisce le azioni, allora diventa chiaro come l’utilizzo di parole e immagini simboliche rappresentano un’ottimo mix per ottenere una comunicazione efficace con il campo.

Il Silenzio

Il silenzio è una sostanza, che se accumulata, può essere spesa per manovre che richiedono un tipo di attenzione superiore, soprattutto rivolta al lato sottile dell’energia, il mago deve accumulare silenzio affinché ne abbia a disposizione quando deve fare magie. Ma cosa significa veramente silenzio? Semplice, assenza di dialogo interno automatico, meccanico, istintuale, emotivo, auto-centrato, ossessivo, convulso e nervoso. Il tipo di ambiente psichico che si genera in presenza di un eccessivo dialogare interiore è inadatto alla preformazione di magie e incantesimi, soprattutto per via del fatto che le onde cerebrali sono troppo veloci per rendere percepibili gli aspetti sottili dell’energia.

Il Potere

Il potere è potere, capacità, potenzialità, corrisponde alla presenza di una quota di energia spendibile e alla capacità di amministrarla. L’assenza di potere invece si traduce in assenza di quote di energia spendibile e incapacità o impossibilità nell’amministrarla, per questo il mago lavora su se stesso e sulle sue convinzioni sul mondo, cercando di tenere pulito il suo campo psichico da convincimenti e auto-limitazioni, il mago coltiva l’aspetto divino presente dentro la scintilla divina che gli dona la vita, l’onnipotenza, la consapevolezza di potere tutto, e che è solo una questione di competenza e di tentativi. Per capirci meglio se la visualizzazione per praticare la magia è fondamentale, il riuscire a farla in modo concentrato per periodi di tempo lunghi, è potere, è il potere di poterlo fare, che il mago a conquistato con allenamento, disciplina e sacrificio.

Il potere è anche un altra cosa.

Il potere è il potere inteso come quel qualcosa di sconosciuto che farà si che quel qualcosa possa accadere, questa forza della natura chiamata potere o intento è selvaggia e competente, per riuscire a dominarla bisogna diventare un po’ come lui ed apprendere a farsi dominare da essa, il mago quando si occupa di fare magie cerca un collegamento con il potere, il potere è qualcosa che risiede fuori dalla sfera di confort, risiede nello sconosciuto, nella notte, il mago quindi per apprendere a interagire con il potere deve diventare un essere che non ha più paura del buio.

Le Parole

Nella pratica magica le parole sono spesso di fondamentale importanza, sia che servano a coordinare e mettere in moto, preghiere, richieste, comandi, invocazioni, comunicazioni con gli spiriti, ma è necessario ricordare a se stessi, che le parole sono solo una guida per l’energia che deve necessariamente essere arricchita dalla visualizzazione, dall’azione rappresentata in qualche modo, persino teatrale, perché le due cose vanno di pari passo e sono essenziali entrambe, per questo motivo gli incantesimi una volta erano prodotti da parole magiche, parole che il mago aveva associato a immaginazioni interiori nella fase di preparazione, pratica, apprendimento e studio di un incantamento. Così una semplice parola latina o ebraica come Expeliabus, per dirla alla Harry Potter, sembra una semplice parola, ma in realtà è una parola che è stata solidamente associata ad una fenomenologia energetica, simbolica e visiva interiore, così che quando il mago la dice, si attivano tutte le ancore costruite in precedenza fornendo potere all’incantesimo.

La Geometria

In alcune situazioni il mago rappresenta su carta, sul terreno o nella sua immaginazione delle forme geometriche spesso arricchite con frasi in lingue sacre e immagini, volte a ricreare in piccolo qualcosa di grande, ad esempio se un incantesimo volte fare uso delle energie di un pianeta specifico, il mago avrà studiato tale pianeta, conoscerà molto bene aspetti legati alla natura di quel corpo celeste e cercherà di rappresentarlo graficamente con il semplice scopo di avere un interfaccia solida di collegamento con le energie che ha deciso di selezionare per il suo incantesimo. Quindi lo studio e la pratica della geometria sacra diventano di fondamentale importanza per il mago.

Il Teatro

la pratica magica è come il teatro, e come sapete esistono due tipi di teatro, il teatro ricco e il teatro povero, il primo si serve di scenografie, effetti e altre meraviglie per meravigliare il pubblico, quello povero invece si basa solo sulle capacità ei poteri dell’attore di attivare energie potenti e profonde che rendono la scenografia e gli effetti superflui. Nella pratica magica vale la stessa legge, maggiore è la capacità del mago di attingere a forze inconsce potenti e profonde, maggiore è la manovrabilità delle energie animiche a disposizione del mago, minore potrà essere l’uso di elementi rafforzativi. Il vero mago chiude gli occhi e tac, è fatto.