Il problema della babbanità.

Il problema dei folli che credono di essere sani.
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Non amo chiamare le persone babbane, perché risulta offensivo. Preferisco chiamare questa una condizione babbanità.

Tra i miei lettori potrebbero esserci delle persone con un’inclinazione molto babbana.

La babbanità è una condizione che si può superare con il giusto aiuto e instradamento, ma il processo inizia riconoscendo in quali ambiti della vita siamo dei babbani.

I babbani sono le persone che non hanno potere, non conoscono il loro potenziale magico e odiano inconsciamente chi invece ne ha tanto e lo mette in pratica.

I babbani sono scettici per natura, non credono nella fenomenologia soprannaturale, la escludono, la etichettano, la ignorano, cercano al fine di preservare l’illusione della sanità, di tenersela lontana, così facendo si mutilano senza sapere di starsi mutilando. Asportano letteralmente quote della loro attenzione al fine di proteggersi da un mondo che in realtà è per lo più sconosciuto e pericoloso.

Il sistema che hanno creato ormai funziona in automatico, quando un bambino nasce tutto attorno a lui cerca di insegnarli ad escludere quello che c’è veramente dietro il velo dell’interpretazione, e spesso il sistema ci riesce, infatti il modo è pieno di babbani.

Il babbano vive una vita fissato entro un range molto piccolo di possibilità, è come se le ramificazioni del suo pensiero e del suo essere avessero attorno un vaso, che porta tali radici a ritorcersi su loro stessi e quindi ad avere a che fare per tutta la vita solo ed esclusivamente con se stessi, senza mai sperimentare una vera connessione e percezione energetica dell’altro, esso sia un proprio simile, una pianta, uno spirito, un alieno.

Il babbano è una persona che proietta la responsabilità per tutto quello che accade sugli altri, è incapacitato ad assumersi la responsabilità totale per quello che gli accade, al contrario lo stregone sa che tutto quello che gli accade, accade in funzione di qualcosa su cui lo stregone aveva l’abilità di agire e probabilmente non lo ha fatto. Il babbano nutre colpe, lo stregone no.

In funzione di questo fatto il babbano passa molta della sua vita a lamentarsi di tutto ciò su cui rinuncia a manifestare potere, piagnucola, si sente vittima.

Lo stregone invece utilizza il suo potere per trasformare la realtà che ha attorno in accordo con il proprio intento, chiede ciò che desidera e apprende a farsi trascinare la dove c’è quello che desidera. Il babbano chiede, ma non cede alle forze dell’universo che lo condurrebbero la dove c’è la cosa che desidera, siccome non riceve, investe tutte le sue risorse nel pensiero razionale, al fine di produrre le cause che gli faranno avere quello che cerca meccanicamente, con sforzi e dispendi di energia, che lo stregona invece utilizza per visitare mondi lontani, meravigliosi e inconcepibili.

La babbanità è un problema solo se lo si riconosce come tale, se si comprende profondamente che tale condizione non è d’obbligo, e che per mezzo di un semplice auto-addestramento è possibile dischiudere i doni del proprio potere personale, se si decide di radunarlo.

Il babbano usa la mente razionale.

Lo stregone usa la sua mente irrazionale.

Se si vuole apprendere l’arte della magia, occorre iniziare ad osservare come opera la nostra mente razionale, prendere nota, ed iniziare un percorso fatto di scelte di non seguire le sue indicazioni, ma seguire invece l’intuizione, tale percorso vi porterà dritti dentro lo sconosciuto, questo vi farà agitare, per questo prima di entrare nello sconosciuto ci si allena, si fanno esercizi e si conquistano delle capacità, così da poter sentire di reggere all’incontro con le incognite che salteranno fuori dall’ignoto.

L’intuizione è un qualcosa che emerge tanto quanto abbiamo coraggio di farla emergere.

Immagina di desiderare di incontrare l’amore della tua vita, purtroppo in questo momento l’amore della tua vita si trova in mozambico e come lui o lei ce ne è 1 solo e rimarrà là ancora per molto tempo, quando esprimi un desiderio, la soluzione è già presente, ma se il tuo canale intuitivo è ristretto, a causa del predominio della tua mente razionale, l’informazione “Prendi un biglietto aereo e vai in questa città del mozambico, vai in questo bar alle 11, cerca quello con la camicia rosa al bar, attacca bottone, guardalo negli occhi e innamorati“, ecco, questa informazione è già presente, è il frutto dell’intelligenza del campo vivente in cui siamo immersi, ma è come un aeroplano con una pista di atterraggio troppo piccola, e quindi rimane fuori dalla tua sfera di attenzione, perchè? Perchè anche se atterrasse tu da buon babbano la giudicheresti una cosa folle partire così all’improvviso per il mozambico.

Capite?

Questa è la babbanità.

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